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Parliamo di..
PARLIAMO ANCORA DI TAPPI...e di ambiente.
Qualche post fa avevamo parlato di tappi e della loro efficacia. A Le Mojole abbiamo deciso di cambiare, almeno in parte; il sughero sempre più problematico e il rispetto per l'ambiente che non vogliamo sia praticato solo in vigna, ci hanno indotto ad usare  dai prossimi imbottigliamenti di Donna Marta Rosa 2020 e Rosso Le Mojole 2018, un tappo riciclabile al 100%. Ideale per vini di qualità superiore e realizzato con polimeri di origine vegetale è privo di impronta di carbonio. Una attenzione in più che ci piace riservare alla natura attraverso il nostro vino.
NUOVO VIGNETO? E CHE NUOVO VIGNETO SIA!
Vi abbiamo anticipato il video in cui estirpavamo il vigneto antistante la cantina. Ora è arrivato il momento di farvi conoscere qualcosa di più: al posto del Cabernet Sauvignon è arrivata la Merera, vitigno autoctono bergamasco. Ci vorrà qualche anno per vedere il frutto di questo cambiamento fondamentale; di sicuro c'è che a Le Mojole vogliamo imprimere ancor più carattere ai nostri vini, dando loro personalità e trasferendo nella bottiglia cura e passione, qualcuno dice  maniacali, con cui seguiamo la vigna. Un continuo atto d'amore che Donna Marta rinnova ad ogni vendemmia.
LAVORI IN CORSO

Uno dei nostri principali obiettivi, a Le Mojole, è la ricerca. E non c'è nulla di meno innovativo del rimanere ancorati alle   produzioni, sempre uguali, ignorando il bisogno di rinnovamento. Sembra una azione forte quella di estirpare un vigneto, ma è la soluzione che ci permetterà di sperimentare nuovi vitigni e nuovi cloni. La produzione 'storica' della cantina rimarrà, fedele a se stessa e al rispetto che abbiamo delle vigne e della nostra idea di vino. Vogliamo fare di più e farlo bene; se possibile ancora meglio. Ci vorrà qualche anno ma si sa che quando si lavora con la natura possiamo solo seguire i tempi della terra.

C'E' TAPPO E TAPPO
Vediamo sempre più numerosi i tappi a vite,  anche su vini importanti. E allora parliamo un  po' di metodo di tappatura del vino. 
Il sughero è da secoli il materiale privilegiato per sigillare nel tempo il frutto del lavoro di un produttore di vino; i sughereti sono diminuiti nel corso degli anni e i tappi costituiti da un unico blocco, di alta qualità, sono sempre più costosi e difficili da reperire. Cosa fare? La tecnologia al servizio della conservazione del vino ha fatto passi da gigante e ora i produttori dispongono di numerose alternative. Il sostituto del sughero più discusso è senza dubbio il tappo a vite, non più sinonimo di prodotto di basso livello. Qualità di conservazione, inalterabilità dei profumi e delle note caratteristiche, precisione di mantenimento: a parte tutti questi aspetti, sicuramente ne va dell'atmosfera e della rituale gestualità dello stappare una gran bottiglia.
VIGNETO, VITE E CLONE
Quando si pensa ad un nuovo vino non è sufficiente avere l'idea di creare una etichetta che non abbiamo, il percorso è lungo, laborioso, costoso e tutto in salita. Si comincia dalla preparazione del nuovo vigneto (se si opta per uve non presenti): studio del terreno, della sua esposizione e della sua capacità drenante. Ogni terreno ha una compozione diversa, ed ognuna di esse sarà ottimale per la specie di uva da piantare. Con una data tipologia di terreno solo una data varietà di uva si esprimerà al meglio. Di questa
varietà si sceglierà quindi il clone che meglio si adatta a quella porzione di vigneto. Ad esempio, del Cabernet Sauvignon, vitigno presente a Le Mojole,  esistono cloni diversi: ognuno dei quali presenta caratteristiche peculiari ben precise. Vigoria, grappolo, acino, produttività: queste le voci che classificano i differenti tipi di clone. A loro volta daranno frutti che caratterizzeranno il vino secondo diverse sfumature, sottolineandone la morbidezza, il colore, la complessità e la vocazione all'invecchiamento.
TEMPO DI BRINDISI, TEMPO DI SPUMANTI...
Farsi gli auguri stappando uno spumante è così consueto che spesso non ci soffermiamo sulle differenze tra una 'bollicina' e l'altra. Il Metodo Classico è ottenuto da una rifermentazione in bottiglia, oltre ad una serie azioni che si compiono in cantina in un arco di tempo abbastanza importante. Un metodo Classico può essere millesimato, cioè composto quasi totalmente da uve della medesima annata. L'affinamento sui lieviti è di minimo 10 mesi cui seguono il remuage, la sboccatura, il dosaggio, il rabbocco ed infine la tappatura. Il Metodo Charmat è un procedimento più snello: la spumantizzazione avviene in grandi recipienti, autoclave, la permanenza sui lieviti oscilla tra i 30 e i 90 giorni. Dopo altre operazioni di cantina il prodotto è pronto per la vendita.
IN VIGNA MANCA POCO ALLA VENDEMMIA
In vigna manca poco alla vendemmia. Alle Mojole il raccolto viene fatto rispettando i tempi della natura e controllando accuratamente la maturazione delle uve. Non vogliamo mettere fretta e aspettiamo pazientemente il momento perfetto. La prossimità dei vigneti alla cantina ci permette di lavorare il raccolto immediatamente dopo la vendemmia; sul nastro trasportatore bianco controlliamo i grappoli uno ad uno.
VENDEMMIA 2019
Fatta accuratamente a mano e portata subito in cantina per l'ultima selezione dei grappoli, si conclude anche questo ultimo ciclo dell'uva a Le Mojole. Ora non resta che attendere la primavera 2020 per vedere il primo vino: Donna Marta Rosa 2019.
DIRADAMENTO DEI GRAPPOLI
Il diradamento dei grappoli è dettato dalla volontà di raggiungere una maggiore qualità delle uve così come una più omogenea maturazione.
A Le Mojole, come ogni anno nel mese di luglio, ripeteremo la pratica che ci consente di scegliere i grappoli migliori da portare a termine maturazione. Il minor carico di grappoli per pianta e la loro uniforme maturazione ci permettono di raccogliere in cantina quella qualità di uve che ritrovate nei nostri vini.
Questa operazione viene accuratamente pianificata e valutata con agronomo ed enologo ed è soggetta a seguenti aggiustamenti se necessari. La qualità delle uve si traduce così nella qualità del vino che sarà.
DROSOPHILA SUZUKII

Drosophila Suzukii

Effetto assai indesiderato della globalizzazione, questo insetto proveniente dall’Asia con ogni probabilità dalla Cina,   minuscolo ma devastante in modo inversamente proporzionale alle sue dimensioni, è una vera emergenza. Inizialmente attirato dalle ciliegie si è ben presto diffuso nei vigneti. La buccia sottile degli acini viene bucata dalla femmina che attraverso un ovopositore seghettato depone l’uovo all’interno della polpa. Entro due o tre giorni il frutto colpito diventa molle e inizia il disfacimento. Lo studio di antagonisti naturali è ancora in corso e la lotta alla drosophila si conduce attraverso trappole e parassiti che ne possano contrastare la diffusione.

 

 

 

 

VENDEMMIA

Così come si sono evoluti i metodi di cura e coltivazione della vite, allo stesso modo  il momento della vendemmia non è più deciso solo dall'aspetto del grappolo e dall'assaggio dell'acino  come si era soliti fare decenni e decenni fa. Nel processo di maturazione del grappolo aumentano gli zuccheri e diminuiscono gli acidi, la polpa si fa più morbida, gli aromi variano. Nessuno di questi elementi è da trascurare ma la tecnologia  ci viene in aiuto con analisi di laboratorio che costituiscono un preciso indicatore dei tempi di raccolta.

Ogni vignaiolo sa che non c'è vendemmia uguale alla precedente e alle Mojole l'impegno è quello di ottenere il massimo in termini di qualità.